Il Sentiero delle Ginestre

8734623287_b72ea7f363_oIl Sentiero delle Ginestre

Un percorso lontano dalle sommità ventose del vulcano

da percorrere in tutte le stagioni

anche quando le parti alte dell’Etna giacciono sotto una spessa coltre di neve

L’itinerario che proponiamo si snoda da Nicolosi sino a Linguaglossa, storiche porte di accesso alle parti alte dell’Etna. E’ stato progettato e realizzato dall’Associazione Etnaviva, con il sostegno del Parco dell’Etna che ha fornito i segnali, per far conoscere la fascia della media montagna, quella zona che spesso finisce per essere trascurata dagli escursionisti.

Invece il territorio in cui domina la ginestra (l’arbusto di eccezionale robustezza che sa colonizzare le colate) è capace di offrire ai visitatori emozioni ugualmente intense: piccoli tesori nascosti, grandi silenzi, sinfonie della natura a cui l’uomo aggiunge da secoli la sua voce. Per brevi tratti vengono anche utilizzate le strade asfaltate, ma in larghissima parte è la natura a circondare il cammino dell’escursionista.

Andiamo dunque a scoprire questo itinerario che si sviluppa per circa 60 chilometri, percorribili in tre o quattro giornate, con la possibilità ogni sera di trovare dei confortevoli posti tappa in cui avere una camera confortevole e gustare la cucina siciliana.


Descrizione del Sentiero delle Ginestre

Da Nicolosi a Linguaglossa


 1^ Tappa – Nicolosi-Sede Parco dell’Etna- M.Arso- Casa Capinera-Zafferana Etnea

Durata: ore 5

Lunghezza: km 16,5

Quota di partenza m. 700, quota massima 980 m., quota di arrivo 580 metri8091062329_f6a9d90575_o

Dal centro abitato di Nicolosi si raggiunge la sede del Parco dell’Etna, che merita certamente la visita in quanto è ospitata all’interno di un monastero di età medievale. Si risale quindi per strade secondarie e poi su carrarecce sino al Monte Arso: un imponente cono vulcanico spento che domina l’intero versante sud. Si prosegue in mezzo a zone parzialmente edificate fino a raggiungere il grazioso borgo rurale di Tarderia, frazione di Pedara, e da li si cambia territorio comunale per addentrarsi in quello di Trecastagni. Il tracciato del sentiero delle Ginestre tocca così le Case Capinera, da poco ristrutturate per le quali è prevista l’apertura entro la primavera del 2016 con realizzazione di un centro visite del Parco e di un punto ristoro. Da non trascurare la deviazione verso Monte Ilice, apparato eruttivo risalente all’anno Mille, dove Giovanni Verga ambientò il suo primo romanzo di successo, appunto Storie di una capinera, luogo dalle magnifiche vedute.

L’ultima parte della tappa è dedicata alla discesa sino al centro abitato di Zafferana Etnea, attraverso stradette e sentieri nelle zone in cui il bosco ha riconquistato gli antichi coltivi. Si passa dal pozzo di contrada Cavotta per scendere poi -grazie ad un sentierino nel bosco- sino ad una bella strada selciata che consente di scendere alla frazione di Sarro e quindi si segue la strada provinciale sino al centro di Zaffferana Etnea, dove vi sono svariate possibilità di pernottamento.


2^ Tappa – Da Zafferana Etnea a Magazzeni (Comune di Sant’Alfio)

Durata: ore 4,30

Lunghezza: km 13

Partenza: m. 580, arrivo m. 1029, quota massima 1200 m.

Si lascia la cittad8091172489_c8c75e9d1a_oina di Zafferana partendo dalla villa comunale e seguendo la strada asfaltata verso la periferia del paese. Dalla parte alta della frazione di Ballo si risale ancora su strada asfaltata sino a contrada Dagalone. Da li ha inizio una mulattiera che offre la testimonianza visibile delle attività che un tempo caratterizzavano le medie pendici del vulcano, quando vennero colonizzate le lave per piantare vigneti sin oltre i mille metri di quota. Si prosegue sulla mulattiera sino ad incontrare la deviazione segnalata per l’imponente Ilice di Carrinu. In poco più di dieci minuti dal tracciato principale si raggiunge uno dei più affascinanti monumenti naturali dell’Etna: un leccio vecchio di oltre 700 anni, con una vigorosa chioma che sovrasta una casetta ormai diruta.

Continuando a camminare in mezzo alla natura si passa dall’amena località di Piano Bello (all’interno del demanio forestale) e si costeggia la valle del Bove con belle vedute sulla zona sommitale. Si traversa grazie ad un nuovo tracciato forestale la colata del 1950-51 che minacciò da vicino l’abitato di Milo. All’altezza di Monte Fontana si incontra una stradella che in breve tempo conduce al casolare di Pietracannone (punto base del Parco al momento inutilizzabile) e quindi -dopo circa un chilometro di strada provinciale- alla zona di Magazzeni, dove si trovano diverse strutture ricettive in grado di ospitare l’escursionista, tutte immerse in mezzo ai noccioleti.


3^ tappa – Da Magazzeni alla Pineta Ragabo (Linguaglossa)

Durata: ore 4.30

Lunghezza km 13

Quota di partenza m.1029; quota massima e di arrivo m. 14208091117935_d56678bd19_o

La prima parte della giornata è dedicata all’area dei crateri del 1928, l’impetuosa eruzione che determinò la distruzione dell’antico paese di Mascali. Si cammina in mezzo a piccoli altarini votivi che ricordano la fede di quanti in quella occasione videro risparmiate le loro terre dalla furia del vulcano.

Anche i crateri di quel periodo offrono tuttora una dimostrazione di potenza. E’ anche possibile entrare all’interno della fenditura eruttiva se muniti di una lampada tascabile. Proseguendo il cammino si entra nel demanio forestale, in una zona caratterizzata soprattutto da un vasto bosco di cerri. Si tocca il territorio di Piedimonte Etneo e si continua in moderata ascesa sino a Monte Crisimo, con il suo panoramico edificio forestale che merita una breve sosta. Per terminare la tappa si attraversano facilmente dei campi lavici sino ad incontrare gli alti pini secolari che costituiscono il bosco Ragabo. I posti tappa si trovano proprio nel cuore della imponente pineta che si estende sui territori di Linguaglossa e Castiglione. Nel tratto finale della giornata il Sentiero delle ginestre utilizza una parte dell’ampia strada selciata che consentiva il trasporto del legname ricavato dal bosco Ragabo. Una volta arrivati a Piano Pernicana si risale con agevole sentiero alla zona dei posti tappa dove è possibile pernottare e mangiare.


4^ Tappa – Dalla Pi8091142458_39c7d70bfc_oneta Ragabo a Linguaglossa o Castiglione di Sicilia

Durata ore 5

Lunghezza: Km 18 sino a Castiglione di Sicilia, km 16,5 sino a Linguaglossa

Quota di partenza m.1420; quota di arrivo m.620 Castiglione; m. 550 Linguaglossa

Dai 1400 metri di quota della Pineta Ragabo è il momento di scendere ai 550 metri di Linguaglossa. Una giornata in gran parte su stradelle sterrate che all’inizio sfiorano Monte Corruccio (da vedere la grotta omonima, antica bocca effusiva) e quindi attraversano un’ampia zona un tempo coltivata a vigneto ed oggi pienamente riconquistata dalla vegetazione naturale. In qualche breve tratto si incrocia anche un’ampia “trazzera” di transumanza che utilizzavano i pastori per spostare le greggi nei trasferimenti stagionali. Una volta arrivati in basso, alla cosiddetta strada di quota mille si entra nel campo lavico del 1923, che ricoprì un’ampia zona coltivata. SI cammina allo scoperto sino ad incrociare la strada statale 120 nei pressi di una stazioncina della Ferrovia Circumetnea (quella di Cerro) utilizzata come fermata facoltativa del treno. Giunti a questo punto si può svoltare verso destra e seguire il percorso principale verso Linguaglossa passando dalla frazione di Catena, oppure allungare di un’oretta il percorso per camminare in mezzo ad incantevoli noccioleti sino all’abitato medievale di Castiglione di Sicilia, dove si arriva seguendo per un certo tratto un vecchio tracciato ferroviario.


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