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Consigli per visitare il vulcano |
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sabato 10 gennaio 2009 |
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1) Attenzione alla segnaletica. Quella escursionistica è quasi inesistente (ad esclusione di qualche indicazione posta lungo le piste del demanio forestale), la senteriestica è ferma a qualche percorso natura realizzato dall'Ente Parco. 2) I rifugi etnei sono in realtà in gran parte dei bivacchi: sono stati realizzati dall'Azienda foreste demaniali della regione siciliana e sono lasciati aperti per gli escursionistici, il primo che arriva la sera li occupa, sono generalmente dotati di camino e spesso di cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Una decina di edifici sono utilizzabili appunto come bivacchi, tutti gli altri sono vietati agli escursionisti (vedi il nostro censimento). 3) La stazione turistica di Etna Sud è quella più distrutta dalla lava negli ultimi anni ma anche la più frequentata. Di recente è stata ricostruita dopo gli ultimi eventi eruttivi ed offre ristoranti ed alberghi, oltre all'unica funivia etnea. Il versante nord-est di Piano Provenzana è più affascinante dal punto di vista paesaggistico, ma è ancora privo di strutture dopo l'eruzione del 2002. A nord-est dovrebbero aprire nella stagione 2006-2007 un paio di impianti di risalita, ma le autorizzazione non sono ancora arrivate perché gli sky lift sono obsoleti. 4) Lo sci da fondo si pratica a sud in località Piano Vetore (dove affittano anche le attrezzature) ed a nord-est, a Piano Provenzana, dove viene segnalato un percorso omologato anche per l'agonismo. Lo sci da fondo escursionismo si pratica invece agevolmente lungo la pista alto montana che circonda tre versanti del vulcano, oppure nei pressi del rifugio Citelli.
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