Domenica 6 aprile: Bosco di Baulì e i Ddieri

sito a pochi chilometri da Palazzolo Acreide, ma in territorio di Noto

GITA in Pullman (costo circa € 10,00 soci – € 13,00 non soci)

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro sabato 29 marzo a armando.mazzaglia@tiscali.it

DIFFICOLTAmedia

ABBIGLIAMENTO da trekking + protezione sole + protezione antivento/antipioggia

PRANZO a sacco

APPUNTAMENTO ore 8:30 al parcheggio sottostante il distributore carburanti Q8 di Gravina di CT (zona svincolo ipermercato Katanè)

Il percorso sarà di circa 10 km, difficoltà media, mulattiera e discesa per andare a visitare i Ddieri, quindi risalita e sosta per il pranzo in mezzo al bosco verso le ore 14 circa. Il pullman si fermerà in uno spazio adibito a parcheggio e aspetterà il ns ritorno. Dopo andremo a Santa Lucia di Mendola.

Organizzazione by Pina Peluso, guida Paolo Uccello*

* NOTE SULLA VISITA AI DDIERI: escursione DDieri Santa Lucia di Mendola

 

Note informative tratte dal sito www.SiciliaFotografica.it

L’area di Baulì comprendente il bosco e la cava Baulì mostrano abbondanti segni di frequentazione umana dalla preistoria all’altomedioevo. I ddieri di Baulì rappresentano l’elemento archeologico più celebre e suggestivo, essi consistono in abitazioni scavate all’interno dei costoni della cava e risalgono presumibilmente all’epoca alto-medievale. Altri segni di un insediamenti medievali si rilevano grazie a necropoli bizantine costituite da tombe a fossa, arcosoli e piccoli ipogei e ad aree sul pianoro con abbondante ceramica. Miste a tombe medievali fanno la loro comparsa tombe preistoriche della media e tarda età del bronzo. In alcune aree circoscritte sul pianoro sono ricche di ceramica greca attica dipinta di nero e frammenti di macine basaltiche. Il termine Baulì sembra provenire dall’unione dei due termini arabi “Bu-Alì” o “Abu-Alì”, tradotto in “Figlio di Alì”, il che è indicativo della presenza di una comunità araba in epoca medievale.

L’area del bosco di Baulì comprende un residuo di una millenaria foresta di lecci sopravvissuta miracolosamente alle devastazioni storiche, nonchè agli attuali incendi dolosi atti a ricavare porzioni di terreno coltivabile. Il bosco, molto fitto, contiene ampie radure ad oggi sfruttate per la coltivazione. Importantissimi sono i numerosi alberi secolari costituiti principalmente da lecci, alcuni dei quali raggiungono diametri di quasi quattro metri. Oltre alla fauna e alla flora vi si possono trovare effetti del carsismo quali grotte naturali ed inghiottitoi. Il bosco si sviluppa attorno ad una profonda cava naturale scavata nel corso dei millenni da un torrente tutt’ora sotterraneo, questa si trova in una condizione di isola biologica per molte specie di piante ed animali tipiche degli Iblei.

Note informative tratte dal sito www.SiciliaFotografica.it

 

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